Un tessuto che assomiglia a chi lo indossa

Come si sceglie un tessuto?
A volte la scelta è immediata, altre volte più difficile: quando si sceglie un tessuto, aldilà della forma che prenderà sul corpo, le endorfine devono scattare prima che l’emisfero razionale incominci a considerare “tiene caldo/tiene freddo; cade bene/fascia troppo; si stropiccia/tiene la piega; è di tendenza/è già visto”.

Un tessuto e quindi un vestito arriva nel mondo prima di noi, un ambasciatore che si fa largo fra la folla senza bisogno di sgomitare o urlare.

Deve farsi riconoscere per la sua autorevolezza e contemporaneamente per la sua empatia che invoglia l’ascolto.

Dosare questi ingredienti è cosa rara e quando avviene, tacciono le parole e si installa in chi lo guarda il sorriso della Gioconda.

Navigare e scegliere nell’oceano di offerte dà le vertigini: una bussola fidata è l’istinto: vedere e toccare un tessuto agugliato, pizzicato sul retro con arpini che sembrano tirare i fili dell’ordito; un disegno morbido, tono su tono ma qua e là distrutto e segnato dal gran da fare quotidiano: ci assomiglia.
Questo sembrano indicare le ultime tendenze viste a Parigi…